Come inizia la tua passione per la chitarra ?

Inizialmente non fu esattamente una mia idea, ci stavo pensando ma non avevo deciso… dopo aver subìto un intervento di appendicectomia, tornato a casa, visto il periodo di convalescenza, mio papà mi fece trovare una chitarra acustica: fu per me un regalo stupendo, anche se poi scoprii che si trattava di un “prestito”; era la chitarra di un vicino di casa e gliela restituimmo dopo un po’ di tempo.

Poi un bel giorno, mentre guardavo la TV, presentarono un video dei Rolling Stones: Start Me Up… io rimasi folgorato e decisi, in quel preciso momento, che avrei fatto il chitarrista.

 Quando hai deciso di farne un lavoro ?

In casa c’era un pianoforte poiché mia mamma da ragazza era stata coercizzata a suonarlo; smise appena maggiorenne ma il piano rimase lì… così ho fatto un po’ di tira-molla, smettendo di suonare, poi riprendendo. Diciamo che il “sogno” di fare il chitarrista seriamente è iniziato verso i 16, ma non so rispondere esattamente, è sempre stato un sogno latente. Sicuramente il 1989, anno in cui potei licenziarmi dal lavoro di operaio per andare a Milano a fare i telefilm con Cristina D’Avena, è stato un anno importante.

Quali sono stati i tuoi punti di riferimento ?

Tanti e diversi: Van Halen è stato lo “shock”, poi sono venuti i guitar-hero come Satriani, Vai, Malmsteen e tanti altri. Solo dopo i 30 anni ho scoperto la chitarra acustica, dedicandomi ad essa a “tempo pieno” dopo il 2007-2008.

 

Lavori oramai da anni a livelli altissimi ,  collaborando con tutti i più importanti musicisti ; quali sono le caratteristiche che oggi un musicista deve avere per vivere di musica?

Ci sono tanti aspetti fondamentali, che insegno nei miei corsi, nel mio manuale Professione Chitarrista e nei seminari che faccio in giro…

Preparazione musicale lo darei per scontato… serve conoscere la teoria, l’armonia per capire a colpo d’occhio, da una chart di accordi quali sono gli spazi musicali entro cui muoversi; conoscere a menadito la tastiera, gli accordi, i voicing; avere alcuni strumenti con sonorità diverse e conoscerle bene per intuire quali utilizzare e quando; strumentazione e conoscenza della stessa, dai pedalini agli ampli, agli emulatori ai plugin. Poi gli aspetti non strettamente musicali: serietà, puntualità, discrezione.

 

Il tuo ultimo  lavoro discografico “Romanticamente “ è  senza giri di parole fantastico , carico di emozioni  con un suono acustico caldo ed avvolgente. Come nasce questo progetto ? 

Intanto grazie delle belle parole. Quando ho spostato la mia attenzione sulla chitarra acustica ho potuto lasciarmi andare alla mia parte melodica; RomanticaMente è quindi un progetto che vede tre concetti fondamentali, considerando 3 parole: Romanticamente, Romantica e Mente. Quindi ho convogliato in questo disco le canzoni che più rispecchiavano i concetti che volevo esprimere o il modo in cui avevo composto i brani

Facendo da anni il Produttore Artistico, da dischi Pop a strumentali, da Festival a Musical, mi viene difficile pensare a “fare un disco” senza avere dietro una vision o un concetto. Dietro a RomanticaMente c’era anche la voglia di intimità dell’ascolto e della “vicinanza” dello strumento. Ho voluto un suono molto “vicino”, asciutto e non molto ricco di bassi, che avesse grande presenza e quindi vicinanza… sono molto soddisfatto poiché il suono è sempre il mio, ma è molto diverso, ad esempio, da quello di Relax and Sleep at 432 Hz.

 

La storia della chitarra è segnata senza ombra di dubbio dal marchio EKO, come nasce la tua collaborazione con questo leggendario marchio ?

Cerco di essere breve… negli anni ’90 collaboravo con Meazzi, storico distributore italiano; dopo la chiusura di Meazzi, Sergio Oreglio è passato a Eko Music Group e anni dopo mi ha chiesto di collaborare con loro, per Prs e Marshall. Da lì poi mi ha chiesto se mi andasse di “dare una mano” al brand Eko. Ne parlammo, ci vollero un paio di anni e poi nacque la prima “MIA”: una chitarra che avevo pensato affinchè, con un prezzo adeguato e medio-basso, si potesse avere uno strumento performante e con caratteristiche particolari. La chitarra ebbe successo e diventò un’intera serie di chitarre in diversi shape. Così Stelvio Lorenzette e Umberto Tonnarelli mi chiesero di collaborare a tutto il catalogo Eko Guitars, nominandomi Eko Project Leader (e in nomi in inglese fanno sempre effetto!:-)).

Vista la totale rivoluzione che volevo fare, avendo le idee piuttosto chiare, sapevo che non avrei potuto seguire ed occuparmi degli step di costruzione poiché è ovvio che servano competenze liuteristiche e di industrializzazione che sono specifiche di altre figure professionali: così chiesi all’amico Roberto Fontanot di affiancarmi come responsabile del reparto R&D e Produzione. Il “mio catalogo” è entrato sul mercato a metà 2014, dopo la presentazione al NAMM ed è subito piaciuto un po’ in tutto il mondo. Siamo soddisfatti.

 

La tua collaborazione con lo sviluppo di nuovi modelli insieme al liutaio Roberto Fontanot ha portato alla nascita di strumenti incredibili tra cui le ultime nate : la serie WOW e la serie Infinito, Ci parli di questi due nuovi progetti ?

Il mio “deal” con Eko e l’obiettivo di tutti noi non era e non è certo il continuare per sempre a fare chitarre di fascia bassa, medio bassa e media in Oriente. L’obiettivo era ed è produrre in numeri sufficienti in Italia. Ma sappiamo le difficoltà che comporta: la storia di Eko è nelle chitarre economiche, 30 anni di strumenti economici sono difficili da cancellare, spostandosi direttamente su strumenti di altra fascia, serve tempo e dimostrare che la qualità c’è e si può vedere.

Quindi Roberto, seguendo la produzione in Cina, ha costituito dei nostri Workshop e ha trovato dei fornitori di legnami incredibili. Così abbiamo esplorato la possibilità di fare chitarre seguite da lui, con legni fatti arrivare dall’Italia (il nostro abete italiano) e lavorati nel nostro workshop. Le Chitarre WOW (acronimo di Wood Of the World ma anche l’esclamazione di quando si vedono queste chitarre con legni esotici) sono piaciute, piacciono e quindi ecco che nel frattempo inizia la produzione Made in Italy.

La Chitarra INFINITO è un progetto ambizioso: top in abete Massello Italiano, tastiera e ponte in Noce Nazionale, catene in abete italiano; una chitarra che abbiamo voluto essere estremamente leggera, sostituendo il truss rod in metallo con 3 barre in fibra di carbonio che stabilizzano il manico in modo definitivo, ma lasciandolo leggero e vibrante grazie anche all’Okoumè, un legno africano molto leggero e risonante. Fasce e fondo ancora in Okoumè massello, trattato con aniline per renderlo più scuro. Poi di nuovo fibra di carbonio per le meccaniche, nut e saddle: una chitarra molto leggera e incredibilmente sonora!

 

Quali novità ci riserverai per il 2018? 

Con Eko ci sono tanti nuovi modelli: le nuove EVO II, MIA IV e EGO ICON II, tutte senza il Palissandro che è diventato un legno protetto dal CITES, ognuna ha delle novità e upgrade tra cui anche il nuovissimo sistema FLEX di Fishman, noi tra i primi al mondo ad installarlo.

Poi le serie Marco Polo, Alps, le classiche VIBRA destinate agli studenti di chitarra classica più esigenti (e quindi anche e soprattutto ai loro insegnanti che fino ad ora non hanno mai avuto la possibilità di avere Eko Classiche di qualità), la Vibra 300 è costruita in Spagna, una Solid Top molto performante!

Invece per quanto mi riguarda, ancora Tour con Antonacci, concerti e seminari miei in acustico ed elettrico, altri manuali in uscita, corsi sul laboratoriomusicalevarini.com e tanto altro!

http://www.laboratoriomusicalevarini.com/lms/

https://www.facebook.com/varinimassimo/

http://www.massimovarini.it

 

 


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